Un’altra strategia commerciale sfrutta la stereoisomericità delle molecole. I farmaci infatti sono stereoisomeri, cioè composti da due metà speculari, dal punto di vista chimico, di cui solo una metà è farmacologicamente attiva.
L'IDEONA, Quando il
brevetto del farmaco originale sta per scadere la società mette sotto
brevetto la metà attiva delle due. Modificano il nome, aggiungendo per
esempio una o più lettere davanti al nome vecchio, e il
farmaco-fotocopia viene immesso nel mercato per altri decenni. In questo
modo ogni singolo farmaco viene brevettato per almeno due volte.
Il citalopram (scaduto) è diventato escitalopram.
OBBIETTIVO:
SOLDI!
Un’altra strada è rimettere il farmaco in commercio ma per un altro disturbo.
L’olanzapina era un principio attivo molto datato e
quando il suo brevetto era prossimo alla scadenza, la Eli Lilly riuscì
ad ottenere un nuovo brevetto dimostrando che il farmaco induce un
aumento del colesterolo nei cani inferiore però a quello di un altro
farmaco che non è mai stato autorizzato. Tutto questo è folle, anche
perché l’olanzapina aumenta il colesterolo più di quasi tutti i farmaci
in commercio!
Ma questo poco importa perché grazie ad una campagna di marketing
spietata lo Zyprexa (nome commerciale dell’olanzapina) è divenuto
l’antipsicotico più usato al mondo e nel 2005 ha portato ricavi per 4,2
miliardi di dollari.
Imperi con soldi pubblici
Non tutti sanno che i farmaci fortemente innovativi nascono quasi tutti dalle ricerche pubbliche e non private. Tutta la ricerca di base che ha consentito alla medicina moderna di progredire è stata realizzata dal settore no-profit (università, centri di ricerca, laboratori finanziati dai governi). Circa 15 dei 21 farmaci più importanti entrati nel mercato statunitense dal 1965 al 1992 sono stati sviluppati da finanziamenti pubblici.
Le aziende farmaceutiche investono nella ricerca di nuove molecole solo l’1% dei loro profitti, la maggior parte dei soldi li usano per il marketing.