L’Italia, un grande paese, diventatouna fogna a cielo aperto che affonda letteralmente nella merda e che butta nelle fogne ogni anno 60 milioni di euro in multe con destinazione Bruxelles per il cattivo funzionamento di fogne e depuratori, oltre 600 aree esposte al mancato rispetto delle percentuali minime di riduzione del carico complessivo di fosforo e azoto per il trattamento delle acque reflue.

Per chi non li conoscesse, li chiamano gessi di defecazione, ma in realtà sono il classico balzello amministrativo creato adhoc per raggirare le montagne di leggi fasulle che corrodono il paese, ma andiamo per passi,…. Il materiale ricavato escrementi delle acque reflue o acque di scarico chiamato fanghiglia, proveniente da fognature, attività umane, domestiche, industriali e agricole, vengono trattate non più come rifiuti altamente tossici, ma è bastato aggiungere della calce e del acido solforico, per ottenere un “prodotto” concentrato di tossici, di forma cilindrica che ricorda il “pellet” che l’immancabile mente bacata, con la complicità dei soliti politici corrotti, invece di smaltire come rifiuti tossici, ha deciso riutilizzare come concime per i campi agricoli, ed essendo che trattasi in gran quantità di escrementi umani, ha ben pensato mettere la ormai gettonata nota di salute,… BIO…. Creando così il ”Concime Biologico”

Al primo conteggio, senza contare l’enorme flusso di materiale importato dall’estero, sono stati calcolati oltre 150.000 tonnellate di fanghi di depurazione, sparse illegalmente in 4 regioni del Nord Italia, quantitativi a dir poco, spaventosi di cui l’Italia ha il meritato primato (come sempre) di essere il primo Paese a farlo in tutta l’Unione europea.
Per intenderci, una quantità di tossici abbastanza grande da poter avvelenare una superficie grande il doppio dei laghi del mantovano e provocare danni irreversibili per i terreni agricoli e falde acquifere con cui entrano in contatto e successivamente diventano nostro cibo.
È nostro diritto sapere quali rifiuti vengono sparsi sul nostro cibo e come controllare quanti e a quali tipi di veleni esponiamo la nostra salute e quella dei nostri figli, anche se in quanto a trasparenza, interessi e corruzione non fanno ben sperare.

Da tenere in considerazione che oggi il 95% dei fanghi di depurazione viene trasformato in gessi esclusivamente per non pagare spese di smaltimento tossici e bypassare obblighi di tracciabilità e paradossalmente permette a certe aziende di perpetrare indisturbate reati di queste dimensioni.
Pensate che si parla di una ingente movimentazione, su strade e campagne, di oltre 5000 camion carichi di fanghi “tossici” (ed ovviamente altrettanti ritorni vuoti), già da tempo vi erano state segnalazioni frequentissime di molestie olfattive, da parte di cittadini.
Le domande che sorgono spontanee sono semplici:
• come mai, solo improvvisamente, ci si accorge di una situazione così deteriorata?
• 5000 viaggi di camion non si fanno in una nottata! Occorrono mesi. 150mila tonnellate non possono sfuggire alla vista!
• Perché non sono stati fermati prima, visto che, da quanto si è letto, l’indagine era stata chiusa da circa 2 anni?
• Perché non è stata, a suo tempo, prescritta la tracciabilità, visto che vi era già stata in precedenza altra esperienza nefasta?
• E non per ultimo,… perché si è continuato a coltivare e produrre cibo da quei campi?
• Ministeri della salute, dell’agricoltura