Dieta
ed attività fisica: un binomio importante. |
Avere
uno stile di vita attivo, che eviti quanto più possibile di trascorrere
troppe ore delle nostre giornate impegnati in attività sedentarie,
rappresenta la maniera più semplice, economica e piacevole per stare bene
in salute e divertirsi.
Quanto la pratica regolare di un’attività fisica faccia bene al nostro
corpo e alla nostra mente è una nozione conosciuta da moltissimo tempo e
ben espressa dalla famosa frase latina “mens sana in corpore sano”.
Infatti, allenarsi con continuità e praticare un’attività sportiva di
buon impegno fisico, a lungo nel tempo, dai primissimi anni di vita fino
anche all’età più avanzata, e allo stesso tempo non rinunciare alle
piccole, ma non per questo meno importanti, attività della vita
quotidiana, che richiedono l’uso dei nostri muscoli, produce nel nostro
organismo una serie di effetti favorevoli e di benefici che
ripagano ampiamente della fatica “sofferta” durante il lavoro muscolare.
Al contrario, la sedentarietà, oggigiorno sempre più diffusa nelle
società occidentali ad elevato tenore di vita, rappresenta uno dei
principali fattori di rischio per molte di quelle malattie che vengono
comunemente definite, per l´appunto, “malattie del benessere”,
o per meglio dire “malattie delle società del benessere”, che
compromettono seriamente la qualità della vita di molti milioni di persone
e gravano fortemente sui costi sociali.
Esercizio fisico e dieta appropriata
Fare sport ed essere attivi, quindi, è di fondamentale importanza per la
nostra salute, ma, purtroppo, non è sufficiente se allo stesso tempo non
assumiamo anche altri comportamenti virtuosi che nel loro insieme siamo
abituati a definire stili di vita non a rischio e che nell’antica
Grecia chiamavano “díaita”.
Da questa parola greca deriva appunto il termine dieta che nel tempo ha
progressivamente perso il suo significato originale di “modo di vivere”
per assumere quello attualmente più conosciuto di “regime alimentare
rivolto a determinati scopi terapeutici”.
Sana alimentazione e attività fisica regolare, unitamente a moderati apporti
di bevande a bassa gradazione alcolica (vino e birra) e all’eliminazione
dell’abitudine al fumo e al consumo di superalcolici, sono gli elementi
fondamentali del vivere sano.
In particolare, l’esercizio fisico, anche quando praticato per passione e
per scopi salutistici, e non solo nel caso degli atleti più impegnati, deve
trovare nella corretta alimentazione un valido sostegno affinché possa
essere praticato nel modo migliore possibile e ottenere la massima capacità
di prestazione.
Alimentazione e allenamento sono le due facce di una stessa
medaglia, quella del benessere psico-fisico e del risultato sportivo, a
prescindere dall’età o dal tipo di attività fisica praticata.
Dedicarsi ad un’attività sportiva non richiede necessariamente
un’alimentazione particolare e/o diversa da quella che deve seguire la
popolazione generale se vuole stare bene e prevenire la maggior parte delle
malattie che colpiscono il mondo occidentale.
La dieta prudente, ispirata ai principi del modello alimentare
mediterraneo, opportunamente adeguata alle caratteristiche fisiche
individuali e al personale programma di allenamento, rappresenta la scelta
alimentare più corretta per la popolazione sportiva, anche quando impegnata
in faticosi allenamenti quotidiani.
Da anni la letteratura internazionale ha individuato nel “modello di
nutrizione mediterranea” le abitudini alimentari più confacenti le
necessità nutrizionali delle persone attive, in grado di promuovere e
conservare un buono stato di salute e di efficienza fisica anche nella
popolazione generale.
Non esistono rimedi miracolosi
Non esistono alimenti e/o diete particolari, né bevande o integratori
“miracolosi” in grado di creare un campione dal nulla o di migliorare
magicamente le prestazioni sportive.
Qualsiasi risultato favorevole, anche un lieve miglioramento delle capacità
atletiche di un individuo, atleta o sportivo amatoriale che sia, è sempre
frutto di un buon programma di allenamento e di una sana alimentazione,
realmente adeguata ai suoi effettivi bisogni nutrizionali.
In generale possiamo, quindi, affermare che mentre in passato
l´alimentazione degli atleti era orientata prevalentemente alla
prescrizione di regimi nutrizionali, a volte assai bizzarri e fantasiosi,
da proporre in occasione dell´evento gara, oggi più modernamente si pensa
di più ad una vera e propria preparazione nutrizionale dell´atleta da
realizzare nell´arco dell´intera stagione sportiva.
In conclusione, quindi, risulta chiaro che per l´alimentazione degli atleti
non è corretto proporre schemi dietetici troppo rigidi da adattare
genericamente a tutti i praticanti le diverse discipline sportive, ma al
contrario è più corretto educare gli atleti a gestire individualmente la
loro alimentazione e al contempo fornendo loro una serie, la più ampia e
adeguata possibile, di scelte alimentari consone agli specifici impegni
atletici.
La razione alimentare
L´alimentazione dello sportivo deve in primo luogo assicurare un apporto di
energia (calorie o kcalorie, kcal) sufficiente a coprire i reali dispendi
energetici, talvolta anche molto elevati, legati alla pratica sportiva
quotidiana, e relativi tanto agli allenamenti che alle gare; in secondo
luogo deve garantire le diverse esigenze nutrizionali dell´atleta allo
scopo di conservare e favorire l’elevato livello di benessere psico-fisico,
indispensabile per primeggiare in qualsiasi disciplina sportiva.
La dietologia applicata allo sport deve perseguire questi obiettivi
attraverso proposte nutrizionali che consentano di distribuire la razione
alimentare durante la giornata in modo da non interferire con gli orari di
allenamento, che tengano conto dell´evento competizione, che siano gradite
e al contempo di facile digeribilità.
La razione alimentare deve essere coperta per la maggior parte dai carboidrati,
cioè gli zuccheri, che devono rappresentare il 60 % circa dell’energia
totale giornaliera (E.T.G.), di cui l’80 % sotto forma di “zuccheri
complessi”, come quelli contenuti nei cereali (pasta, pane, biscotti, fette
biscottate, riso, mais, ecc.) e nei tuberi (patate). Agli “zuccheri
semplici” (zucchero comune, miele, marmellate, dolci, frutta, ecc.) è
affidata la copertura del restante 20 % della quota totale degli zuccheri.
I carboidrati costituiscono il principale substrato energetico per i
muscoli in attività, e sono in grado di fornire una buona quantità di
energia, circa 4 kcal. per grammo di sostanza (per i calcoli si usa
comunemente il valore di 3,75 kcal/g), di rapida utilizzazione e sono
quindi indicati tanto nei gesti sportivi rapidi ed intensi, quanto nelle attività
protratte nel tempo.
Le proteine svolgono principalmente una funzione plastica e sono
indispensabili per tutte le funzioni vitali del nostro organismo; per gli
atleti si consiglia un apporto pari a 1,0 – 1,5 grammi per chilogrammo di peso
corporeo ideale. In particolari situazioni fisiologiche quali
l´accrescimento, le fasi di potenziamento muscolare e quando l´attività
sportiva venga praticata a lungo, quotidianamente e con elevato impegno, si
può incrementare l´apporto proteico fino a 1,8-2,0 grammi per Kg di peso.
Nella razione giornaliera le proteine devono rappresentare il 12-15 % della
calorie totali assunte nella giornata e devono provenire sia da alimenti di
origine animale (latte e derivati, carni, pesci, uova, ecc.), sia da
alimenti di origine vegetale: legumi (ceci, fagioli, piselli, lenticchie,
ecc.) e cereali (pasta, riso, ecc.). Le proteine forniscono 4 kcal. per
grammo di sostanza.
I grassi sono nutrienti ad elevato contenuto energetico, rendono,
infatti, 9 kcal. per grammo, vengono utilizzati come fonte energetica,
insieme ai carboidrati, nell´impegno sportivo di lunga durata e di
intensità medio-bassa. Devono rappresentare una quota variabile, a seconda
delle circostanze, tra il 28 e il 30 % dell´energia totale giornaliera, e
vengono assunti sia come “grassi nascosti”, quelli contenuti negli alimenti
(latte, formaggi, carni, salumi, uova, pesci, semi oleosi, frutta secca,
ecc.), sia come “condimenti” (oli, burro, lardo, ecc.). Tra questi ultimi
sono da preferire le fonti di provenienza vegetale con particolare riguardo
all´olio di oliva vergine ed extra vergine.
L´alimentazione dello sportivo deve essere variata, cioè composta da
alimenti diversi, ricca di frutta e di verdure consumate sia crude che
cotte per garantire un adeguato apporto di acqua, sali minerali,
vitamine e di fibra alimentare.
Un altro aspetto importante dell´alimentazione degli atleti è l´assunzione
di acqua. L´apporto idrico deve essere abbondante, non limitato al
momento dei pasti principali, ma distribuito in tutto l´arco della giornata
anche durante la pratica sportiva, tanto più se svolta in condizioni di
alta temperatura ed umidità relativa. Naturalmente la quantità di acqua da
assumere dipende dalle perdite, soprattutto con la sudorazione, che sono
strettamente legate alle condizioni climatiche, alla durata e all´impegno
della prestazione atletica, nonché alle condizioni fisiche e allo stato di
nutrizione ed idratazione dello sportivo.
La distribuzione dei pasti
Durante la giornata è importante curare con molta attenzione la distribuzione
dei pasti: l´energia totale giornaliera andrebbe suddivisa in cinque
pasti, di cui tre principali e due spuntini:
Questa suddivisione in cinque pasti è da
preferirsi in quanto evita di sovraccaricare l´apparato digerente con pasti
troppo abbondanti e nello stesso tempo fornisce all´organismo un adeguato
apporto di energia nel corso delle prestazioni sportive e di tutta la
giornata.
I singoli pasti devono essere adattati, in senso qualitativo e quantitativo,
agli impegni della giornata. La presenza di una o più sedute di allenamento
impone all´atleta l´osservanza di alcune semplici, ma fondamentali, regole:
i pasti completi, cioè composti da un primo piatto, una pietanza, contorno
e frutta/dessert, devono essere consumati almeno tre ore prima
dell´inizio della pratica sportiva. Questo intervallo di tempo può
ridursi a due ore se nella composizione del pasto sono favoriti i cibi
ricchi di glucidi complessi (ad esempio una porzione di pasta di grano
duro, cotta in maniera corretta, e condita con salsa di pomodoro),
accompagnati da verdure cotte, meglio se al vapore, condite con olio di
oliva extra vergine e limone; una porzione di frutta di stagione o un dolce
da forno, non farcito con creme o grassi, possono completare il pasto e
soddisfare anche il palato.
Durante l’allenamento è opportuno sorseggiare, ad intervalli
regolari, dell’acqua, l’unica "integrazione" veramente
indispensabile quando l’impegno atletico non è prolungato (45-60 minuti) e
faticoso. Diversamente per attività più impegnative e di durata superiore
ad un’ora può essere opportuna anche un’integrazione energetica (zuccheri
semplici) e minerale (soprattutto cloro e sodio).
In tal senso, tutte le bevande non alcoliche, anche i succhi di frutta opportunamente
diluiti, che contengano 30-50 grammi (da 6 ad un massimo di 10 cucchiaini)
di zucchero comune (saccarosio) e circa 2 grammi di cloruro di sodio (1/2
cucchiaino da caffè del comune sale da cucina) per litro di bevanda
risultano più che adatte a sostenere l’impegno fisico.
In ogni caso la concentrazione di queste sostanze (zuccheri, minerali,
ecc.) non dovrebbe mai essere troppo elevata; infatti le bevande iso-ipo
toniche permettono un più rapido passaggio attraverso lo stomaco e
quindi un assorbimento più veloce dei liquidi a livello intestinale e
conseguentemente un ripristino del patrimonio idrico più efficiente.
Subito dopo l´allenamento è opportuno che l´atleta prosegua il
“piano di reidratazione” e provveda al recupero delle scorte di glicogeno
muscolare consumato con l´attività fisica.
Per fare ciò e sufficiente consumare bevande zuccherate, frutta fresca e
altri alimenti ricchi di zuccheri semplici in quantità generose nei primi
30 minuti dopo l´allenamento, quando cioè la velocità di risintesi del
glicogeno é massima, proseguendo nelle ore successive con ulteriori apporti
di zuccheri semplici e complessi.
In generale possiamo, quindi, affermare che mentre in passato
l´alimentazione degli atleti era orientata prevalentemente alla prescrizione
di regimi nutrizionali, a volte assai bizzarri e fantasiosi, da proporre in
occasione dell´evento gara, oggi più modernamente si pensa di più ad una
vera e propria preparazione nutrizionale dell´atleta da realizzare
nell´arco dell´intera stagione sportiva.
In conclusione, quindi, risulta chiaro che per l´alimentazione degli atleti
non è corretto proporre schemi dietetici troppo rigidi da adattare
genericamente a tutti i praticanti le diverse discipline sportive, ma al
contrario è più corretto educare gli atleti a gestire individualmente la
loro alimentazione e al contempo fornendo loro una serie, la più ampia e
adeguata possibile, di scelte alimentari consone agli specifici impegni
atletici.