I dolcificanti artificiali

L’impiego di dolcificanti alternativi allo zucchero comune (saccarosio) o agli zuccheri naturali della frutta (fruttosio e glucosio) è sempre più diffuso per venire incontro alle esigenze di coloro che vogliono ridurre l’apporto calorico e, soprattutto, per consentire di gustare alimenti dolci a chi soffre di patologie legate al diabete. Esiste comunque una ampia dialettica sugli effetti tossicologici di alcuni dolcificanti artificiali. Se è vero che non vi sono prove scientificamente chiare che correlino il consumo di dolcificanti artificiali ed il rischio aumentato di tumore, è anche vero che mentre continuano ad arrivare nuovi prodotti dolcificanti sul mercato proseguono gli studi sui possibili rischi a breve e lungo termine del loro consumo.

In Europa i dolcificanti artificiali sono disciplinari dalla direttiva 94/35/CE


La correlazione dolcificanti artificiali e cancro è emersa quando alcuni studi hanno dimostrato che il ciclammato, un tipo di dolcificante artificiale, provocava nelle cavie da laboratorio il tumore alla vescica. I dubbi hanno successivamente riguardato l’altro dolcificante artificiale storico, la saccarina. Sebbene non vi siano prove chiare nell´uomo di tale associazione, le autorità sanitarie consigliano prudenza nell’assunzione di queste sostanze.

Ciclammato

In seguito alla scoperta della cancerogenicità del ciclammato nelle cavie e potenzialmente del rischio di cancro alla vescica nell’uomo, la FDA ha bandito l’uso di questo dolcificante a partire dal 1969. Studi più recenti sugli animali non hanno dimostrato che il ciclammato sia un cancerogeno (sostanza nota per provocare il cancro) o un co-cancerogeno (sostanza che potenzia l’effetto di un’altra che può causare il cancro). Tuttavia, devono ancora essere approfondite le ricerche prima che il ciclammato ottenga l’approvazione per l’uso commerciale. In Europa ne è autorizzato l’utilizzo solo in alcuni prodotti, in quantità limitata.

Saccarina

Studi sugli animali hanno collegato la saccarina, un altro dolcificante artificiale, allo sviluppo di cancro alla vescica. Per questo motivo, negli Stati Uniti tutti gli alimenti contenenti saccarina per un certo periodo dovevano recare la seguente etichetta di avvertimento: “L’uso di questo prodotto potrebbe essere dannoso per la vostra salute. Questo prodotto contiene saccarina, che è risultata provocare il cancro nei test di laboratorio sugli animali.” Sono in corso ulteriori studi sulla saccarina. Il National Cancer Institute (NCI) e la FDA hanno esaminato il possibile ruolo della saccarina nello sviluppo del cancro alla vescica nell’uomo. Le persone coinvolte nello studio (tra le quali un grande numero di persone anziane) che hanno utilizzato il dolcificante artificiale non hanno avuto un rischio di cancro alla vescica maggiore rispetto al resto della popolazione. Tuttavia, i ricercatori hanno monitorato persone con un alto consumo di saccarina (6 o più porzioni del sostitutivo dello zucchero o 2 o più bicchieri di drink dietetici al giorno) e hanno trovato prove di rischio più elevato di cancro alla vescica. Tuttavia ulteriori ricerche su animali da laboratorio, suggeriscono che il consumo di saccarina non è uno dei maggiori fattori di rischio nell’uomo di cancro alla vescica. Per queste ragioni nel dicembre 2000 è stato eliminata la dicitura di avvertimento in etichetta.

Aspartame

L’aspartame, un dolcificante artificiale distribuito con diverse denominazioni commerciali (ad es. Nutrasweet o Equal) è stato approvato nel 1981 dalla FDA dopo che i test avevano dimostrato non provocare il cancro negli animali da laboratorio, benché non tutti gli esperimenti di laboratorio coincidessero. L’interesse tossicologico nei confronti dell’aspartame aumentò a partire da un report del 1996 che suggeriva che un aumento dei casi di tumore cerebrale tra il 1975 e il 1992 poteva essere correlato all’introduzione e all’uso di questo dolcificante negli Stati Uniti. Tuttavia, un’analisi delle statistiche mostrò che l’incidenza totale dei tumori al cervello e al sistema nervoso centrale era aumentata nel 1973, otto anni prima dell’approvazione dell’aspartame, continuando ad aumentare fino al 1985. Inoltre, il fenomeno riguardava principalmente individui di 70 anni e oltre, un gruppo che non era stato esposto alle dosi più cospicue di aspartame. Questi e altri dati non indicano quindi un collegamento chiaro, sulla base di studi su animali o umani, tra l’uso di aspartame e lo sviluppo di tumori cerebrali. La FDA considera ancora l’aspartame un dolcificante sicuro.

I polioli, dolcificanti sicuri

I polioli, o alcol dello zucchero, sono un gruppo di dolcificanti a base di carboidrati a ridotto contenuto calorico, in molti casi contenuti naturalmente negli alimenti. I polioli hanno sapore e consistenza dello zucchero ma circa la metà delle calorie. Sono usati come ingredienti alimentari, spesso per sostituire lo zucchero, in molti alimenti. Il loro potere dolcificante varia (uguale o metà rispetto a quella dello zucchero). Aggiungono dolcezza e consistenza a molti alimenti senza zucchero. Sono spesso combinati con dolcificanti a ridotto contenuto calorico come l’aspartame, l’acesulfame-K, il neotame, la saccarina o il sucralosio, che sono molto dolci e utilizzati quindi in piccole quantità.

I polioli più comunemente usati sono: isomaltolo, lattitolo, smaltitolo, mannitolo, sorbitolo, xylitolo.

I polioli non sono sospettati ad alcun livello per problemi tossicologici.

Vantaggi dei polioli: I polioli contenuti negli alimenti senza zucchero e a basso contenuto calorico offrono i seguanti benefici:

La FDA ha approvato l’uso del claim “ostacola la formazione di carie" per i prodotti senza zucchero contenenti polioli e l’American Dental Association ha redatto un documento che afferma che gli alimenti senza zucchero non favoriscono la carie dentale.

Poiché i polioli sono assorbiti solo in parte dall’organismo, hanno meno calorie dello zucchero. I polioli hanno da 0.2 a 3 calorie per grammo, rispetto alle 4 calorie per grammo dello zucchero. Ecco perché gli alimenti con polioli hanno un sapore dolce con meno calorie.

Impatto dietetico: Secondo le linee guida per la gestione del diabete, se i carboidrati di un alimento derivano da polioli e il totale di carboidrati è meno di 10 grammi, l’alimento è considerato "free". Per calcolare i grammi dei carboidrati disponibili in alimenti con più di 10 grammi, sottraete metà dei grammi di polioli dal totale dai grammi totali di carboidrati.

Effetto sulla glicemia: I Polioli possono essere usati per sostituire zucchero, glucosio e alcuni tipi di amido in una serie di alimenti quali latticini, prodotti da forno, dolci e caramelle. I Polioli vengono digeriti e assorbiti in quantità minore rispetto allo zucchero. Questo comporta un più lento innalzamento dei livelli di glucosio nel sangue di insulina rispetto agli zuccheri semplici e complessi. L’industria alimentare sta presentando molti nuovi prodotti nei quali i polioli sono utilizzati in sostituzione agli zuccheri per ridurre le calorie e la risposta glicemica.

Consumo moderato: Il consumo smoderato di alimenti contenenti polioli (circa 50 grammi o più di polioli al giorno) può provocare effetti lassativi simili a quelli delle prugne, dei fagioli o di alcuni alimenti ricchi di fibre.E’ necessario quindi consumare questi prodotti con moderazione.


 

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