- Fatti di nutrizione

Il selenio

Che cos´è

Il selenio è un oligominerale essenziale presente nell´organismo. I minerali sono elementi fondamentali per la vita che si trovano sulla terra, soprattutto nel suolo o nell’acqua. Il selenio è detto oligominerale poiché sono sufficienti quantità minime per mantenere un ottimale stato di salute. Questo micronutriente costituisce una parte importante degli enzimi antiossidanti che proteggono le cellule dagli effetti dei radicali liberi.

I radicali liberi sono sottoprodotti del metabolismo dell’ossigeno che possono danneggiare le cellule e contribuire allo sviluppo di alcune patologie croniche. I ricercatori stanno compiendo studi per valutare la capacità del selenio, come antiossidante, di contribuire a prevenire patologie croniche quali tumori e malattie cardiache. Il selenio è inoltre essenziale per il normale funzionamento del sistema immunitario e della ghiandola tiroidea.

Quali alimenti forniscono selenio?

Gli alimenti vegetali sono le principali fonti di selenio nella maggior parte dei paesi del mondo. Il contenuto di selenio degli alimenti dipende dalla ricchezza di selenio del suolo nel quale crescono le piante o sul quale sono allevati gli animali. Il selenio si trova anche in alcuni tipi di carne e pesce. Gli animali che mangiano frumento o piante cresciute in terreni ricchi di selenio hanno a livello muscolare quantità maggiori di selenio. Carne e pane sono fonti comuni di selenio. Alcune noci, in particolare quelle brasiliane, sono un’altra ottima fonte di selenio.

Gli alimenti più ricchi di selenio sono le frattaglie e i pesci (20-100µg/100g), seguono carni e cereali (50-80 µg /100g) e prodotti lattiero caseari (2-10 µg /100g). La frutta e le verdure presentano un contenuto variabile in rapporto al terreno di coltivazione, ma comunque basso (livelli inferiori a 5 µg /100g). In Italia l’acqua potabile contribuisce in modo non significativo all´apporto totale di selenio, in quanto i contenuti sono a livello di tracce (

Tra tutti gli alimenti, i derivati del frumento sono la maggiore fonte alimentare di selenio in Italia. Il grano duro accumula maggiori quantità di selenio rispetto al grano tenero; di conseguenza la pasta contiene più selenio del pane (che normalmente viene preparato con farina di grano tenero).

In Italia, gli apporti giornalieri assunti con la dieta media variano da un minimo di 32 µg ad un massimo di 62 µg/die (nella media degli altri Paesi europei).
Nessun alimento da solo può fornire tutti i nutrienti nelle quantità ottimali ed è quindi importante che la dieta sia il più possibile variata.

La successiva tabella elenca alcune fonti alimentari di selenio in microgrammi (µg). Il contenuto di selenio degli alimenti varia comunque a seconda del luogo di crescita/produzione degli stessi.

Alimenti che sono fonte di selenio

Alimento

Selenio
( µg/porzione)

Sardine fresche (g 250)

101.5

Sogliola fresca (g 300)

52

Sogliola surgelata (g 300)

52

Fegato di bovino (g 120)

50

Filetto bovino adulto (g 150)

25

Merluzzo o nasello congelato, cotto a microonde (g 200)

25

Petto di pollo (g 170)

17

Bistecca maiale magro cotta in padella senza grassi (g 100)

14

Riso parboiled (g 80)

11

Parmigiano e grana (g 80)

10

Gorgonzola (g 80)

6

Uovo gallina (g 100 = 2 uova)

6

Lenticchie secche (g 35)

4

Prosciutto cotto (g 80)

4

Anacardi (g 30)

3.6

Tuorlo d’uovo di gallina (g 36 = 2 tuorli)

3

Pistacchi (g 30)

1.2

Nocciole (g 30)

0.25


Qual’è la quantità di selenio consigliata nella dieta?

Le più affidabili indicazioni fornite nei LARN (Livello di Assunzione Raccomandata per i Nutrienti) indicano la quantità di selenio che, assunta giornalmente, è in grado di soddisfare i fabbisogni del 97.5% della popolazione italiana.

 

Fabbisogno LARN di selenio (in µg)

Bambini:

1-3 anni

10

4-6 anni

15

7-10 anni

25

Adolescenti

11-17 anni

35-45

Adulti

uomini/donne

55

gravidanza

55

allattamento

70



Quando può verificarsi una carenza di selenio?

La carenza di selenio non provoca di per sé condizioni patologiche; tuttavia, può rendere l’organismo più suscettibile a malattie causate da altri stress di tipo alimentare, biochimico o infettivo.
La carenza di selenio si riscontra più comunemente in aree della Cina dove il contenuto di selenio nel suolo è molto basso.
Gli scienziati ritengono che la carenza di selenio sia un fattore fondamentale nella malattia di Keshan, che si riscontra in ampie regioni della campagna cinese, il cui sintomo più comune è la cardiomiopatia, caratterizzata da un cuore più grande del normale e da disfunzioni cardiache. Nelle regioni endemiche la quantità di selenio consumata è inferiore ai 19 µg al giorno per gli uomini e ai 13 µg al giorno per le donne, livelli significativamente inferiore ai fabbisogni raccomandati attuali per il selenio.
La carenza di selenio è stata riscontrata in individui con TPN. Il TPN (nutrizione parenterale totale) è un metodo per fornire nutrienti attraverso fleboclisi in soggetti con mancata funzionalità del sistema digerente. Alcuni tipi di nutrienti che non necessitano di digestione sono sciolti in un liquido e rilasciati in vena tramite fleboclisi. E’ importante che queste soluzioni di TPN forniscano selenio per prevenirne un’eventuale carenza. I medici dovranno monitorare il livello di selenio in questi pazienti per fornire loro le quantità adeguate.
Gravi disturbi gastrointestinali possono diminuire l’assorbimento di selenio, provocando deplezione o carenza. Questi disturbi di solito compromettono anche l’assorbimento di altri nutrienti, e richiedono un monitoraggio costante dello stato nutrizionale da parte dei medici, per fornire integrazioni adeguate.

Chi potrebbe necessitare di un’integrazione di selenio?

La maggior parte delle situazioni di deplezione o carenza di selenio sono associati a problemi gastrointestinali, quali il morbo di Crohn, o la rimozione chirurgica di gran parte dell´intestino tenue. In questi casi è compromesso l’assorbimento di selenio.
Soggetti con malattie acute associate ad infiammazioni e infezioni diffuse hanno spesso bassi livelli di selenio nel sangue. I medici valuteranno in tali pazienti la necessità di integrazioni.
Anche le persone con deficit di iodio possono trarre benefici da un’integrazione di selenio. La carenza di iodio è rara nel nostro Paese, ma è ancora piuttosto comune in paesi in via di sviluppo in cui la disponibilità di questo minerale è limitata. I ricercatori ritengono che la carenza di selenio possa aumentare gli effetti negativi della carenza di iodio sulle funzioni tiroidee, e che una quantità di selenio adeguata possa proteggere da alcuni degli effetti neurologici della carenza di iodio.
Mentre le situazioni patologiche specifiche menzionate sopra necessitano di un’integrazione di selenio, non ci sono prove sufficienti per consigliare integrazioni di selenio ad adulti e bambini sani.

Integrazione con selenio

Il selenio si trova nella maggior parte degli alimenti di base quali grano, farina, e semi di soia sotto forma la seleniometionina. La Seleniometionina, considerata la forma di selenio meglio assorbita ed utilizzata,fu sintetizzata per la prima volta in laboratorio nel 1984, ed è ora disponibile negli integratori.
Gli integratori possono contenere anche selenito e selenato di sodio, due forma inorganiche di selenio.
Il selenio è disponibile anche nella forma di ´lievito ad alto contenuto di selenio’, che può contenere da 1000 a 2000 microgrammi di selenio per ogni grammo. La maggior parte di selenio contenuto in questi lieviti è sotto forma di seleniometonina, sostanza usata su larga scala nel 1983 per un esperimento di prevenzione dei tumori che dimostrò che assumendo 200?g al giorno di selenio integrativo si poteva ridurre il rischio di sviluppare cancro alla prostata, ai polmoni, e al colon.
Uno studio condotto nel 1995 ha suggerito che le forme organiche di selenio, compresa la seleniometonina, aumentavano la concentrazione di selenio nel sangue in misura molto maggiore delle forma inorganiche. Tuttavia, questa integrazione non migliorava in modo significativo l’attività dell’enzima dipendente dal selenio - glutatione perossidasi. I ricercatori continuano a sperimentare gli effetti delle varie forme chimiche di selenio, ma al momento quella organica sembra dare i migliori risultati.

Quali sono le informazioni più aggiornate e le controversie sul selenio?

Selenio e cancro
Studi basati sull’osservazione indicano che la mortalità per tumori, compresi quelli al polmone, al colon e alla prostata, è inferiore negli individui che presentano livelli più alti di selenio nel sangue o un consumo maggiore. Inoltre, l’incidenza del tumore alla pelle è significativamente più alta nelle zone con bassi livelli di selenio nel suolo. L’effetto di un’integrazione di selenio in diversi tipi di tumore alla pelle è stata studiata in sette cliniche dermatologiche americane dal 1983 fino ai primi anni ’90. Una supplementazione di 200 µg di selenio al giorno era ininfluente sull´insorgenza di cancro alla pelle, ma riduceva significativamente il numero totale di casi e decessi per tumore alla prostata, al colon e al polmone.
La ricerca suggerisce che il selenio possa prevenire il rischio di cancro in due modi: come antiossidante, proteggendo l´organismo dall’effetto dannoso dei radicali liberi e come sostanza in grado di prevenire o rallentare la crescita tumorale.
Tuttavia, non tutti gli studi hanno mostrato una relazione significativa tra il selenio e il cancro. Nel 1982, più di 60000 partecipanti, persone senza precedenti casi di cancro, aderirono allo Studio sulla "Salute delle Infermiere", fornendo le proprie unghie dei piedi per analisi sul selenio. Si suppone che la concentrazione di selenio in queste parti del corpo rispecchi lo status del selenio nell’organismo dell’anno precedente. Dopo tre anni e mezzo, i ricercatori hanno confrontato i livelli di selenio nelle unghie dei partecipanti con e senza cancro. Le infermiere con i livelli più alti di selenio nelle unghie non presentavano una riduzione del rischio di tumori.

Selenio e patologie cardiache
Alcuni studi hanno suggerito un’associazione tra minor consumo di antiossidanti e maggior incidenza di patologie cardiache. Altre ricerche suggeriscono che lo stress ´ossidativo’ provocato dai radicali liberi può favorire le patologie cardiache. Ad esempio, è la forma ossidata delle lipoproteine a bassa densità (LDL, spesso denominato "cattivo" colesterolo) a favorire la costituzione di placche sulle arterie coronarie. Il selenio fa parte di un gruppo di antiossidanti che possono contribuire a limitare l’ossidazione del colesterolo LDL e quindi a prevenire patologie coronariche. Al momento non sono disponibili prove sufficienti per consigliare integrazioni di selenio come prevenzione delle patologie cardiache.

Selenio e artrite reumatoide
Le ricerche indicano che i pazienti con artrite reumatoide, una malattia cronica che causa dolore, indolenzimento, tumefazioni e perdita di funzionalità delle giunture, presentano livelli ridotti di selenio nel sangue. E´ stato rilevato che alcuni individui con questa patologia consumano scarse quantità di selenio.
Il sistema immunitario produce naturalmente radicali liberi che aiutano a distruggere gli agenti esterni che danneggiano l’organismo e i tessuti colpiti, ma allo stesso tempo possono provocare danni ai tessuti sani. Il Selenio, come antiossidante, può contribuire ad alleviare i sintomi dell’artrite controllando i livelli di radicali liberi. Le recenti scoperte sono da validare con ulteriori studi per poter utilizzare integrazioni di selenio in individui con artrite reumatoide.

Quale rischio per la salute comporta il consumo di troppo selenio?

Alti livelli di selenio nel sangue (superiori a 100 µg/dL) possono provocare una condizione denominata selenosi con sintomi quali: disturbi gastrointestinali, perdita di capelli, unghie bianche con macchie, alitosi, stanchezza, irritabilità e lievi danni al sistema nervoso.
La tossicità da selenio è rara, anche nelle zone che presentano alti livelli di selenio nel suolo. I pochi casi registrati sono stati associati con errori di formulazione di integratori a livello di industrie farmaceutiche. L’istituto di medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli U.S.A. ha indicato come livello di consumo massimo tollerabile, per prevenire il rischio di sviluppare la selenosi, 400 microgrammi al giorno per gli adulti.


 

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