Cosa è il
diabete
Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento
della concentrazione di glucosio nel sangue. Responsabile di questo
fenomeno è un difetto assoluto o relativo di insulina, ormone secreto dalle
insule di Langherhans del pancreas ed indispensabile per il metabolismo
degli zuccheri.
Si ritiene normale la glicemia fino al valore di 110 mg/dl, i valori
compresi fra 110 e 125 definiscono la condizione di alterata glicemia a
digiuno (IFG). Valori di glicemia uguali o superiori a 126 mg/dl sono
sufficienti secondo l´American Diabetes Association a porre diagnosi di
diabete.
La diagnosi di Diabete è certa con un valore uguale o superiore a 200
mg/dl, rilevato in qualunque momento della giornata o due ore dopo un
carico di glucosio. Valori di glicemia compresi fra 140 a 200 dopo un carico
di glucosio definiscono invece la ridotta tolleranza al glucosio (IGT). IFG
ed IGT possono evolvere nel tempo verso un Diabete conclamato.
Diabete di tipo 1
Condizione cronica in cui l´insulina prodotta dal pancreas è scarsa o
addirittura assente. L´organismo in questo caso non è in grado di
utilizzare glucosio per i suoi processi energetici. I sintomi tipici
dell´esordio del diabete di tipo 1 solo la sete, la fame, la frequente
urinazione e il dimagrimento. Il trattamento della malattia consiste in
dieta controllata, esercizio fisico ed iniezioni di insulina.
La malattia insorge generalmente nei bambini e negli adulti al di sotto dei
30 anni di età. Le cause che scatenano la malattia sono ad oggi
sconosciute, ma si sa di sicuro che si tratta di un processo di tipo
autoimmune che determina la distruzione delle cellule Beta del pancreas
Diabete di tipo 2
Condizione molto più diffusa del diabete di tipo 1. A differenza del
diabete di tipo 1, in
questo tipo di diabete il pancreas produce ancora insulina, ma l´insulina
prodotta è comunque insufficiente o poco efficace per le necessità
dell´organismo. Il paziente affetto da questo tipo di diabete riesce spesso
a controllare la malattia con la dieta ed eventualmente con l´uso di
farmaci. Solo nei casi più gravi è necessario ricorrere alla
somministrazione di insulina.
I diabetici di tipo 2 sono generalmente soggetti adulti tendenti
all´obesità.
Diabete e alimentazione
Quando si scopre di avere il diabete, una delle preoccupazioni principali è
quella che in futuro si dovrà rinunciare a consumare molti degli alimenti
preferiti. Ma secondo le linee guida più recenti nessun alimento è off
limits per il diabetico e non è necessario rinunciare al gusto.
Programmazione dei pasti per chi ha il diabete
Come per tutti gli individui sani, i diabetici dovrebbero consumare
alimenti vari e in quantità moderate. Nel caso del diabete, è altresì
importante avere costanza per quanto riguarda le quantità e i tipi di
alimenti consumati, così come per l´orario dei pasti e degli spuntini. Un
dietologo può essere di aiuto nel creare un programma di pasti che gestisca
il diabete e si adatti allo stile di vita individuale.
Ecco alcuni consigli utili:
1.
La costanza conta
Cercare di mangiare la stessa quantità di cibo alla stessa ora ogni giorno
per tenere sotto controllo il glucosio nel sangue. Se si ha fretta, è utile
organizzarsi per preparare pasti "al sacco" ovvero già pronti, trasportabili
e con le porzioni controllate.
2.
Fare movimento
Fare esercizio fisico aiuta l´insulina prodotta dall´organismo a
"funzionare" meglio e può migliorare la modulazione dei livelli
di glucosio nel sangue. Se un allenamento più lungo non si adatta agli
impegni quotidiani, si può praticare attività fisica in più momenti del
giorno, per un totale di 30 minuti. Occorre poi, quando si cominci la
pratica dell´esercizio fisico, controllare in un primo tempo i livelli di
glucosio nel sangue più spesso. Meglio evitare il "fai da te": i
consigli di un medico o di un dietologo sono indispensabili!
3.
Controllare il peso
La ricerca attesta che perdere anche solo 5 kg di peso può
migliorare il controllo del diabete di Tipo 2. Per perdere peso, meglio
introdurre piccoli cambiamenti graduali negli stili alimentari. E´ buon
consiglio cominciare a mangiare porzioni più piccole, scegliere alimenti
con meno grassi e consumare più verdure: il tutto insieme all´aumento
dell´attività fisica.
4.
Linee guida per i carboidrati
Per modulare meglio i livelli di glucosio nel sangue è importante far la
massima attenzione alla quantità di carboidrati introdotti. L´ideale è
scegliere spesso alimenti nutrienti, ricchi di carboidrati complessi
(prodotti con cereali, frutta, verdura, e latticini a basso contenuto di
grassi) e completate la razione alimentare con carne magra, pesce e
pollame.
5.
Anche zuccheri e carboidrati
Prima del 1994, ai diabetici si consigliava di evitare l´introduzione di
zuccheri. Si pensava che gli zuccheri aumentassero il livello di glucosio
nel sangue più di altri alimenti quali patate, riso o fagioli. La ricerca
ha però dimostrato che l´effetto di diversi carboidrati sul livello di
glucosio nel sangue è più complesso.
Un consulto con un dietologo è indispensabile per capire quanti carboidrati
assumere e come inserire di tanto in tanto dolciumi. Il nemico vero è il
livello alto di glucosio nel sangue, non il consumo di un alimento
particolare.
Per programmare le scelte alimentari un aiuto viene diffusamente dalle informazioni
nutrizionali presenti sulle etichette degli alimenti, alla voce
carboidrati.
6.
Gli alimenti senza zucchero possono aiutare
Nonostante lo zucchero e altri dolcificanti contenenti calorie siano
accettabili come parte del programma alimentare dei diabetici, bisogna
comunque consumarli con moderazione. Alimenti e bevande senza zucchero
forniscono in genere meno calorie e carboidrati e possono essere scelte
´gustose´ nella strategia per mantenere il giusto livello di glucosio nel
sangue.
7.
Il problema dei grassi
Oggi, con un´ampia varietà di scelte possibili, è più facile che mai
consumare meno grassi nella razione quotidiana. Scegliendo alimenti con
meno o senza grassi si contribuisce a limitare il quantitativo giornaliero
di grassi, grassi saturi, colesterolo e calorie. Consumare meno grassi - in
particolare meno grassi saturi - è un modo per diminuire il rischio di
patologie cardiache. Il diabetico deve infatti ricordare che l´aumento di
grassi plasmatici favorisce l´insorgenza delle patologie cardiovascolari e
che un cattivo controllo metabolico, conseguente ad una alimentazione
troppo ricca in calorie e lipidi, favorisce l´aumento dei grassi
plasmatici.
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