Cosa è
La piramide alimentare è un sistema di rappresentazione semplice di consigli
riguardanti la corretta alimentazione, in termini di scelta (varietà) e di
quantità (porzioni). Essa è molto popolare negli Stati Uniti, ove la si
ritrova stampigliata sulle confezioni dei prodotti alimentari e ove è
diffusamente proposta in tutte le campagne di educazione alimentare.
Recentemente essa è stata proposta come sistema di “advertising”
(avvertimento) anche nel nostro Paese, con ovvie modificazioni onde tener
conto delle abitudini alimentari da noi prevalenti.
La popolarità della piramide alimentare dipende dalla sua semplicità. Si
tratta di una rappresentazione triangolare, che contiene più sezioni, in
ognuna delle quali sono raffigurati i diversi gruppi di alimenti: è
intuitivo pensare che spostandosi dalla base verso l’apice gli alimenti
devono essere consumati con minore frequenza. Spesso la raccomandazione
quantitativa (numero di porzioni quotidiane o settimanali di quel gruppo di
alimenti) è anche ribadita, con un richiamo vicino ad ogni sezione.
I concetti trasmessi dalla Piramide sono quindi la varietà, la moderazione
e la proporzionalità delle scelte alimentari. La varietà è data dai diversi
alimenti all’interno di ciascuna sezione della figura, la moderazione dalla
quantità e frequenza di consumo e la proporzionalità è rappresentata dalle
differenti aree a seconda della sezione considerata.
Il suo uso è molto intuitivo, trattandosi di una semplice rappresentazione
grafica, ove i diversi gruppi di alimenti sono riprodotti con disegni e
immagini di immediata identificazione.
La storia della piramide
Le raccomandazioni nutrizionali, per un secolo, sono state divulgate
attraverso guide e opuscoli, ove il problema è sempre stato quello della
semplificazione dei concetti. E da subito si è presentata l’esigenza
concreta di raccomandare quali alimenti consumare con maggiore frequenza
(perché fonte di nutrienti preziosi e apportatori di minori fattori di
rischio) e quali invece consumare con maggiore parsimonia.
Non è un caso che la storia della piramide (ma anche delle più rigorose
guide al consumo alimentare consapevole e prudente) abbia inizio negli
Stati Uniti d’America, ovvero il Paese dove le abitudini alimentari (per un
insieme di ragioni che qui è impossibile approfondire) hanno negli ultimi
decenni assunto aspetti di rischio documentato verso malanni dismetabolici
quali l’obesità, alcuni tipi di diabete, l’ipertensione, parecchi malanni
cardiovascolari e alcune forme di tumore.
Opuscoli, guide e materiale iconografico hanno sempre avuto bisogno di un
impatto semplice sul cittadino comune: nella storia delle raccomandazioni
americane si passa dalla suddivisione degli alimenti in 5 categorie di
consumo (con relative quantità: latte/carne; cereali; ortaggi/frutta;
grassi/oli; zucchero/dolciumi - Caroline Hunt, Food For Young Children,
1916) alla definizione dei 7 gruppi basilari di alimenti (USDA, 1943),
alla riduzione dei Basic Seven a Basic Four (latticini, carni,
ortaggi/frutta e cereali). Alla fine degli anni ’70 l’USDA (cioè il
Dipartimento americano all’Agricoltura), sulla base dei segnali sempre più
preoccupanti riguardo i rischi verso la salute delle abitudini alimentari
dilaganti, aggiungono ai 4 gruppi di alimenti un quinto (dolci, grassi e
bevande alcoliche) con la specifica indicazione di un consumo moderato.

La prima piramide si basava sulla divisione degli alimenti secondo la loro appartenenza
ai diversi gruppi di nutrienti necessari all´organismo umano e sulla
ripartizione dei medesimi secondo un criterio quantitativo che considerava
le porzioni giornaliere raccomandate. Alla base della piramide si trovavano
i cibi da consumare quotidianamente, al vertice quelli da assumere con
moderazione.
Tratti salienti delle abitudini
alimentari e dei protocolli nutrizionali di tipo mediterraneo
- La rilevanza nella razione
quotidiana dei cereali (frumento, mais, riso) e dei loro prodotti di
prima (farine) e seconda trasformazione (pane, pasta).
- La presenza nella dieta di
consistenti quantità di proteine di origine vegetale, derivate dagli
stessi cereali e dalle leguminose.
- L’abbondanza nella razione
di ortaggi a foglia e di frutta ed il conseguente apporto abbondante
di fibra, vitamine e sali minerali.
- L’origine prevalentemente
vegetale della frazione lipidica e l’impiego generalizzato, come
condimento, dell’olio di oliva, con il conseguente rilevante apporto
di acidi grassi mono e polinsaturi.
- Il sapiente utilizzo delle
erbe aromatiche come insapidenti delle formulazioni.
- La modesta, ma
qualitativamente determinante, presenza di latticini, uova, pesci e
carni (soprattutto ovine e suine).
- Il ruolo energizzante e
non solo simbolico esercitato dalle bevande fermentate e soprattutto
dal vino.
- La formulazione di
dolci-pasto, a forte impatto energetico ma di composizione nutritiva
abbastanza variata, di consumo comunque assolutamente limitato e
rituale.
- L’abbinamento degli
alimenti secondo moduli variati e fantasiosi, comunque sempre completi
dal punto di vista nutrizionale (cereali e legumi, cereali e
condimenti lipidici, cereali ed alimenti di origine animale, carni o
pesci con ortaggi).
- La fruizione dei pasti
secondo precise regole di periodicizzazione quotidiana (colazione
leggera, spuntini, pranzo austero, cena più abbondante) e di
occasionalità (cibo festivo e cibo feriale).
- La centralità dei
protocolli basati sui piatti unici, ovvero la miscelazione degli alimenti
in razioni ad equilibrata densità nutritiva
Come
si può vedere nella successiva figura, nella piramide mediterranea gli
alimenti da consumare sono:
- tutti i giorni: cereali,
frutta, verdura, legumi, noci, olio di oliva, formaggi e latticini.
- poche volte alla
settimana: pesce, pollame, uova, dolci.
- poche volte al mese o un
po’ più spesso, ma in piccole dosi: carne rossa (bovina, ovina, suina,
ed equina, fresca o conservata).
La
piramide inoltre raccomanda di svolgere attività fisica tutti i giorni e di
consumare un po´ di vino, ma con moderazione.

Nuova piramide la suddivisione è a “spicchi” e non più a “sezioni”, con gli
spicchi di diversa area (alla base della piramide) a seconda del gruppo di
alimenti (che sono 6), spicchi che si restringono verso l’apice per
indicare la necessità di moderare comunque i consumi. L’importanza
dell’attività fisica è ulteriormente ribadita, con l’inserimento di un
omino che “scala” la piramide!

Come novità si raccomanda di praticare 30 minuti di attività fisica al
giorno, meglio 60 per bambini e adolescenti e chi desidera mantenere sotto
controllo il proprio peso. Il nuovo modello raccomanda, in generale, di
assumere più ortaggi e frutta (da 5 a 13 porzioni settimanali) e di limitare
la quantità di sale e zucchero negli alimenti.
Ecco ad esempio la raccomandazione per un maschio di 55 anni che svolge una
moderata attività fisica (da 30
a 60 minuti al giorno):
(Risultati basati
su una razione di 2400 kcal quotidiane(*))
CEREALI1
|
250 g
|
ORTAGGI2
|
3 porzioni
|
FRUTTA
|
2 porzioni
|
LATTICINI
|
3 porzioni
|
CARNI, PESCE E
LEGUMI
|
200 g
|
1Consuma metà dei cereali come cereali integrali
2Varia i consumi di ortaggi
Scegli fra questi, ogni settimana:
- vegetali a foglia verde
= 3 porzioni
- Vegetali di colore rosso
o arancio = 2 porzioni
- Vegetali amilacei = 6
porzioni
- Altri vegetali = 7
porzioni
Grassi e calorie aggiuntive
Usa 6 cucchiaini di olio al giorno
Limita gli extra (alimenti grassi, dolciumi e zuccheri) a 360 kcal al
giorno
(*) Questo apporto calorico è soltanto una stima. Controlla
periodicamente il tuo peso per meglio bilanciare l´apporto calorico.
|
Pro e contro la piramide
Tutte le evidenze testimoniano che quella della piramide è una buona idea,
semplice e realmente fruibile. Le indagini al consumo negli USA hanno
dimostrato che grazie all’impiego diffuso della piramide, le abitudini
alimentari in quel Paese stanno finalmente cambiando in meglio e che quasi
tutti i cittadini conoscono e affermano di tenere in conto i concetti
trasmessi dalla piramide nel momento delle scelte alimentari.
A circa 15 anni dalla sua prima proposizione, la piramide è stata adottata
come sistema “semplice” di informazione alimentare in molti Paesi, con i
necessari adattamenti. Recentemente anche in Italia la piramide è stata
promossa a sistema di informazione alimentare, dopo che, al fine di
orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari, il
Ministero della Salute ha affidato ad un Gruppo di esperti (D.M. del
1.09.2003) il compito di elaborare un modello di dieta di riferimento che
sia coerente con lo stile di vita attuale e con la tradizione alimentare
del nostro Paese.
La semplicità della piramide consiste nel fatto che i concetti nutrizionali
più complessi sono “tradotti” in pratiche indicazioni: cosa e quanto
consumare, con riferimento al concetto di equivalenza (all’interno delle
diverse categorie merceologiche) fra i singoli alimenti e con la sola
quantificazione in porzioni. Quest’ultimo concetto è molto pratico e
concreto nei Paesi di lingua anglosassone, ove le unità di misura cucinarie
sono ben definite (1 tazza, un bicchiere, un cucchiaino), ed è invece di
più difficile acquisizione nella situazione italiana, anche se ormai (in
molti casi) ben definito nell’immaginario comune: una porzione di pasta è
composta da 100 g
o 80 g
di pasta cruda, una porzione di yogurt è un vasetto nella sua unità
commerciale più diffusa (125
g), per porzione di frutta si intende il consumo di
1 frutto di medie dimensioni, etc.
Le critiche al concetto di piramide sono invece conseguenti alla sua
“rigidità” e ad una sua indubbia superficialità.
La piramide alimentare USDA è infatti basata sull’evidenza che l’attuale
alimentazione americana favorisce l’insorgenza di malattie croniche
(cardiovascolari, tumori, diabete, obesità), ma non è riferita
all’esperienza di un modello alimentare fortemente legato alla tradizione
culinaria. I gruppi alimentari contemplati dalla piramide USDA sono i
cereali; carne, pesce, uova, legumi; latte e latticini; frutta e verdura;
grassi di condimento. Secondo alcuni nutrizionisti, questo tipo di modello
porta con se l’errore di mettere sullo stesso piano tutti gli alimenti
ricchi di proteine (carne e pollame, pesce, uova, legumi). Questo può
spingere a scegliere i propri menù in modo inappropriato: secondo le
raccomandazioni della piramide, infatti, non sembra commettere un errore
chi sceglie le proprie fonti di proteine solo tra gruppi alimentari di
origine animale. La piramide mediterranea, derivata da quella originale
USDA, supera in parte questi vincoli: essa si basa su un’esperienza pratica
di abitudini alimentari con effetto protettivo. Messaggio principale: basare
l’alimentazione su alimenti di origine vegetale, pur non spingendo ad
essere vegetariani.
La piramide alimentare italiana

Vengono così date indicazioni sulle quantità di cibo da consumare ogni
giorno scegliendo tra i vari gruppi di alimenti secondo il criterio della
quantità benessere QB (porzioni di alimenti in grammi) per non superare le
2.000 kcal/die e sulle tipologie di attività fisiche da svolgere che
corrispondano ad un minimo di 5000 passi al giorno. Le QB di cibo e di
movimento, se opportunamente adattate alle esigenze del singolo individuo,
consentono di orientare lo stile di vita verso un equilibrio tra consumo
alimentare e spesa energetica.
La scelta di QB (porzioni) degli alimenti che compongono la piramide
alimentare, senza superare le frequenze massime di consumo raccomandate in
una settimana, è in armonia con le abitudini alimentari mediterranee. E’
possibile così arrivare ad un’alimentazione equilibrata come composizione
di nutrienti evitando di dover fare complicati calcoli sulle calorie. Anche
per l’attività fisica viene indicato un esercizio di riferimento facile e
di semplice esecuzione: la passeggiata!
La “piramide alimentare italiana” si articola in 6 piani in cui sono
disposti in modo scalare i vari gruppi di alimenti con colori diversi per
sottolineare che ciascuno è caratterizzato da un differente contenuto di
nutrienti e richiede differenti frequenze di consumo. All’interno dello
stesso gruppo è importante variare allo scopo di ottenere un’alimentazione
completa. Iniziando dalla base della piramide si trovano gli alimenti di
origine vegetale che sono caratteristici della “dieta mediterranea” per la
loro abbondanza in nutrienti non energetici (vitamine, sali minerali,
acqua) e di composti protettivi (fibra e sostanze fitochimiche protettive).
Salendo da un piano all’altro si trovano gli alimenti a maggiore densità
energetica e pertanto da consumare in minore quantità, al fine di ridurre
il sovrappeso e prevenire l’obesità e le patologie metaboliche.
E’ stata elaborata anche una “piramide dell’attività fisica” che alla base
ha la più semplice delle attività: la passeggiata (da fare tutti i giorni
per almeno 30 minuti). Poiché 1 QB corrisponde a 15 minuti di passeggiata,
ogni giorno dobbiamo eseguire almeno 2 QB di attività fisica. Ai successivi
piani sono indicate attività fisiche più impegnative e che richiedono un
minor tempo di esecuzione e/o una minore frequenza nella settimana.

La semplificazione determinata dall’impiego della struttura triangolare
suddivisa in sei sezioni è parzialmente superata considerando la versione
integrale della piramide (quella relativa allo stile di vita settimanale),
che fa riferimento ad una distribuzione più accurata delle categorie
merceologiche.

In questa versione, il piano di base è sempre composto da frutta ed
ortaggi, al secondo piano (cereali) troviamo una migliore evidenza della
prevalenza da dare a pane, riso e pasta rispetto a biscotti e patate; il
terzo livello è occupato dagli alimenti che sono fonte proteica
privilegiata (carni in maggiore quantità e uova, legumi, pesce e salumi);
al quarto livello incontriamo latte e formaggi insieme ai condimenti (olio
di oliva soprattutto); infine all’ultimo livello troviamo, a parità di
consumo prudente raccomandato, sia i dolciumi che le bevande alcoliche.
Le porzioni raccomandate
Le diverse versioni delle piramidi sono sempre accompagnate da un sistema
di riferimento alle porzioni di consumo raccomandate, onde comunicare uno
stile alimentare concreto.
La "porzione" è una quantità standard di alimento, generalmente
espressa in g, che si assume come unità di misura da utilizzare per
un’alimentazione equilibrata. Al di là del contenuto in nutrienti, la
porzione deve essere innanzitutto di dimensioni "ragionevoli";
deve cioè essere realistica rispetto alle normali abitudini alimentari. Le
quantità di grammi proposte per ciascuna porzione assumono perciò il
significato di "unità pratica di misura della quantità di alimento
consumata".
Il concetto di porzione è sovente ambiguo, ragione per la quale i diversi
documenti che accompagnano le varie piramidi tendono a fornire elementi di
quantificazione più stringenti.
In quello italiano ci si riferisce ai consumi medi di alimenti della
popolazione italiana sia per quantità che per frequenza di consumo, secondo
l’indagine dell’Istituto Nazionale della Nutrizione 1980-84 e i consumi
rilevati dell’ISTAT nel 1992, nonchè alle grammature di alcuni prodotti
confezionati e delle monoporzioni disponibili sul mercato. Si è tenuto
conto altresì degli alimenti abitualmente consumati e tipici della
tradizione alimentare italiana.
Analizziamo, nella tabella successiva, un po’ in profondità il sistema
della piramide italiana, con riferimento alla sua struttura più completa ed
alla quantificazione delle porzioni.
GRUPPO
|
PORZIONI
QUOTIDIANE
|
PORZIONI
SETTIMANALI
|
SPECIFICHE (*)
|
FRUTTA ED ORTAGGI
|
5-6
|
FRUTTA
(max 21 porzioni settimanali)
|
Una porzione di frutta dovrebbe avere un peso di circa 150
grammi: ciò corrisponde a un frutto medio-grande (se si tratta di mele,
pere, arance, pesche o simili) oppure a due-tre pezzi in caso di
mandarini, prugne, albicocche o altri frutti piccoli. In caso di frutta
che si consuma a fette: una fetta di anguria, due di melone, un trancio
di ananas, etc. Una porzione di succo di frutta equivale ad una
confezione normale da 125 ml.
|
ORTAGGI
(max 15 porzioni settimanali)
|
Il peso di una
porzione di ortaggi da cuocere dovrebbe essere di circa 250 grammi,
intesi al netto degli scarti e al crudo; per quanto riguarda l’insalata
invece una porzione è pari a 50 grammi.
|
PANE, PASTA,
RISO, BISCOTTI, PATATE
|
4-5
|
PANE
(max 16 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari a 50 g e viene consigliato
di consumarne 2 e 3 al giorno
|
PASTA E RISO
(max 8 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è di 80 g per la pasta secca,
80 g
per il riso e di 120 g
per la pasta all’uovo fresca. Per i primi piatti in brodo la grammatura
si riduce alla metà: 40 grammi (pari a 2 cucchiai da minestra) per la
pasta secca o il riso e a 60 grammi per quella all’uovo fresca (pari a 3
cucchiai). In questo caso la minestra conta per ½ porzione!
|
BISCOTTI
(max 7 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari a 20 g.
|
PATATE
(max 2 porzioni settimanali)
|
Una porzione di patate è data da 200 grammi del tubero a crudo
e privato della buccia, grosso modo due patate medie.
|
CONDIMENTI: OLIO
E GRASSI
|
2-3
|
BURRO
(max 5 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari a 10 g.
|
OLIO EXTRAVERGINE
DI OLIVA
(max 20 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari a 10 g (un cucchiaio
raso).
|
LATTE, YOGURT E
FORMAGGI
|
2-3
|
LATTE E YOGURT
(max 14 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è 125 ml., pari ad un bicchiere
di latte, e/o 125 g
(una confezione –vasetto- singola) per lo yogurt.
|
FORMAGGI
(max 4 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento corrisponde a 50 grammi di
formaggio stagionato e 100 grammi per il formaggio fresco.
|
CARNE, PESCE,
LEGUMI, UOVA, SALUMI
|
1-2
|
CARNI
(max 5 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento (QB) è di 100 g di carne (al
crudo) corrispondenti ad una fettina o due polpette.
|
PESCE
(max 2 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari a 150 g
|
UOVA
(max 2 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento è pari ad un uovo
|
LEGUMI
(max 2 porzioni settimanali)
|
Una porzione di riferimento di legumi corrisponde a circa
30g (secchi) o a 100g (freschi).
|
SALUMI
(max 3 porzioni settimanali)
|
La porzione di riferimento corrisponde a 50 g, corrispondenti a
circa 3 fette di prosciutto o 6-7 fettine di salame tipo Milano.
|
DOLCI, VINO E
BIRRA
|
1 (**)
|
ZUCCHERO E MIELE
(max 21 cucchiaini alla settimana)
|
La porzione per zucchero è di 5 g, pari ad un
cucchiaino da caffè. Si consiglia un consumo di 3 cucchiaini al giorno e
nella settimana è bene non superare 21 cucchiaini tra zucchero e miele.
Nel conteggio della porzione giornaliera occorre tenere presente che lo
zucchero viene assunto non solo tal quale nelle bevande, ma anche come
componente di numerosi altri alimenti: biscotti, prodotti di pasticceria,
yogurt, caramelle, bibite, gelato.
|
VINO E BIRRA
(max 7 porzioni alla settimana)
|
La porzione di riferimento è pari a 100 ml di vino (un
bicchiere scarso) e 330 ml di birra (una lattina).
|
Nel nostro Paese, comunque, si sono andate modificando le dimensioni di
molti utensili da cucina. La gamma di cucchiai tradizionali (cucchiaino da caffé,
da tè, da dolce, da brodo e da minestra) si va riducendo a 2 tipi
principali: un cucchiaino piccolo (per caffè e tè) e uno grande da minestra
o "da tavola", il cui contenuto è abbastanza standard: mediamente
10 ml. E’ dunque possibile quantificare le porzioni in numero di cucchiai
da tavola senza ricorrere all’uso della bilancia, conoscendo il
corrispettivo in peso del cucchiaio riempito (colmo o raso) per diversi
alimenti. Con la dizione "cucchiaio colmo" si intende un
cucchiaio "caricato", senza esagerare ovviamente per quei cibi
che possono essere "appoggiati" in grandi quantità su basi
relativamente piccole, come ad esempio il gelato.
Per quanto riguarda il bicchiere, le dimensioni di quelli disponibili in
Italia sono estremamente variabili. Essendo però corrente il loro uso come
unità di misura, si intende come standard un bicchiere "da vino"
contenente circa 125 ml di liquido. Tale unità di misura è particolarmente
utile per fornire raccomandazioni in relazione alle quantità di latte e di
vino.
Corrispettivo in peso (g) di
alcuni alimenti misurati con due unità di misure casalinghe: un cucchiaio
da tavola (del volume effettivo di 10 ml) e un bicchiere "da
vino" (contenente 125 ml di liquido di diversi alimenti).
ALIMENTI
|
UNITA´ DI
MISURA
|
PESO in g
|
farina
di frumento 00
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
11
|
pastina
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
15
|
riso
crudo
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
8
|
panna
da cucina
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
14
|
parmigiano
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
10
|
parmigiano
|
n°
1 cucchiaio raso
|
7
|
maionese
|
n°
1 cucchiaio raso
|
9
|
marmellata
|
n°
1 cucchiaio raso
|
14
|
miele
|
n°
1 cucchiaio raso
|
9
|
olio
|
n°
1 cucchiaio raso
|
9
|
zucchero
|
n°
1 cucchiaio raso
|
9
|
zucchero
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
13
|
cacao
in polvere
|
n°
1 cucchiaio colmo
|
10
|
latte
|
n°
1 bicchiere
|
129
|
vino
|
n°
1 bicchiere
|
127
|
La “piramide” dell’attività fisica
Nelle più recenti “edizioni” delle piramidi, ed anche dunque in quella italiana,
particolare enfasi è posta al richiamo ad una attività fisica costante e
frequente. Il riferimento di base nasce dalla constatazione che lo stile di
vita delle società occidentali è caratterizzato da un progressivo aumento
della sedentarietà. La riduzione dell’attività fisica e dunque del
corrispettivo dispendio energetico fa sì che le esigenze energetiche
quotidiane si riducono, sempre di più, al solo metabolismo basale, mentre i
consumi alimentari restano quasi invariati come quantità. Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità – OMS -, il 30% del dispendio energetico giornaliero
di un soggetto adulto sano dovrebbe essere attribuibile all’attività
fisica, al fine di ottenere effetti benefici sullo stato di salute. Si
consiglia di praticare almeno 30 minuti al giorno di attività fisica
moderata, corrispondenti più o meno a 10000 passi (3-5 km di passeggiata
lineare).
Nella piramide italiana per l’attività fisica la Quantità Benessere
consigliata di attività motoria o sportiva è uguale a 15 minuti e la
raccomandazione quotidiana è di 2 QB.
La raccomandazione si completa però con il consiglio a praticare (con
diversa frequenza settimanale) altre attività motorie, più impegnative.
Ma che differenza c’è tra attività sportiva ed attività motoria? L’attività
sportiva, in genere, richiede strutture, organizzazione e coordinamento dei
movimenti, mentre l’attività motoria consiste nell’usare i propri muscoli
per le attività quotidiane, come il camminare e fare le scale. E’
importante ricordare che l’attività sportiva non sostituisce l’attività
motoria e che entrambe vanno praticate con regolarità per il nostro
benessere.
Consideriamo le raccomandazioni complete inerenti l’attività motoria:
FREQUENZA
|
ATTIVITA´
|
TEMPO
|
Quantità
Benessere
settimanale
|
Ogni giorno
|
Camminare a buon ritmo per 30 minuti, corrispondenti a circa
10000 passi è pari a 2 QB e permette di consumare mediamente circa 150
kcal al giorno, fino a 1000 kcal a settimana. Oltre alla passeggiata, è opportuno
adottare uno stile di vita più attivo seguendo alcuni piccoli
accorgimenti quali limitare l’uso dell’automobile, fare le scale a piedi,
scendere dall’autobus una o due fermate prima della destinazione,….
|
30 minuti x 7
giorni
|
14
|
2 - 3 volte alla
settimana
|
Un’ora di ginnastica, nuoto, ballo e, pallavolo o
pallacanestro è pari a 6 QB.
|
1 ora x 2 volte
alla settimana
|
12
|
oppure
|
oppure
|
oppure
|
oppure
|
3 - 4 volte alla
settimana
|
Per chi pratica un’attività sportiva regolare come tennis,
ginnastica, jogging, attività a discreto dispendio energetico, la
frequenza consigliata sale a 3-4 volte a settimana. Praticare uno di
questi sport per 45 minuti corrisponde a 3-4 QB.
|
45 minuti x 3
volte alla settimana
|
12
|
1 - 2 volte alla
settimana
|
Per chi è allenato ed ha difficoltà a svolgere un’attività
sportiva frequentemente, può trarre beneficio dal praticare un esercizio un
po’ più sostenuto 1 o 2 volte a settimana. Sport come ginnastica
aerobica, tennis, calcio, corsa praticati per un’ora, corrispondono a 9
QB.
|
1 ora x 1 volta
alla settimana
|
9
|
L’uso prudente della piramide
Suggeriamo un uso della piramide come un obiettivo ed uno strumento
educativo, che consiglia di consumare gli alimenti in modo variato secondo
regole quantitative definite dando la preferenza ai gruppi alimentari più
protettivi ed evitando un consumo frequente ed elevato di quegli alimenti
che possono trascinare nel nostro organismo sostanze "rischiose"
per la salute.
In questo senso, in altre sezioni di questo sito, il concetto della
piramide è tradotto autorizzata.
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