"Sicurezza alimentare, una responsabilità condivisa
...il consumatore responsabile è informato e attivo". Usando questo
slogan per coinvolgere e attirare l´attenzione del consumatore, la Commissione Europea
ha lanciato nel 1998 la
Campagna europea per la sicurezza alimentare.
1) Leggi sempre l’etichetta dei prodotti alimentari e il
cartello degli ingredienti esposto negli esercizi pubblici
E’ la regola numero uno per far capire che oggi ad occhi chiusi non si deve
comprare più nulla. I produttori hanno l’ obbligo
di scrivere, innanzi tutto, che cosa c’è nella confezione, ad esempio
"confettura" o "maionese", di indicare tutti gli
ingredienti, il peso, il luogo e la ditta produttrice, la data di
durabilità o di scadenza e, quando occorre, le modalità di conservazione e
preparazione.
Inoltre, secondo le indicazioni di una Direttiva europea, le etichette
possono riportare una tabella
nella quale è indicato (in kilocalorie) il valore energetico dell’alimento:
informazione molto utile per conoscere esattamente quante calorie
forniscono 100 grammi del prodotto; nella stessa tabella è indicata anche
la quantità dei principali nutrienti contenuti nel prodotto, ad esempio:
proteine, carboidrati, grassi, fibre, vitamine e sali minerali.
Tutte queste informazioni devono essere anche in lingua italiana.
In sostanza, l’etichetta degli alimenti e il cartello degli ingredienti
esposto negli esercizi pubblici (bar, gastronomie, ecc.) sono una preziosa
guida per consumare il prodotto in maniera corretta, per conoscerne il
valore nutritivo e non correre rischi alimentari.
2) Ricorda che tutti gli ingredienti utilizzati sono
indicati sull’etichetta e sono elencati in ordine decrescente di quantità
presente nel prodotto
Sull’etichetta sono elencati obbligatoriamente tutti gli
ingredienti che compongono il prodotto, che devono essere ben
individuabili e devono essere elencati in ordine decrescente: al primo
posto quello presente in quantità maggiore e via via fino a quello presente
in quantità minore, in modo da dare un’idea chiara della composizione del
prodotto. Se si tratta, però, di alimenti composti da un solo ingrediente
non è necessario specificarlo, perché risulta comprensibile già dalla
denominazione del prodotto: tutti sappiamo, ad esempio, che il latte è
latte e basta. Anche gli additivi sono considerati ingredienti e, vista la
loro minima quantità, sono segnalati per ultimi.
3) Controlla la data di durabilità o la data di scadenza del
prodotto prima dell’acquisto e consumalo entro il termine consigliato
sull’etichetta
Dove leggi "da
consumarsi entro..." devi rispettare tassativamente la data di
scadenza indicata dal produttore. Si tratta, infatti, di prodotti
deperibili. Quando, invece, leggi "da
consumarsi preferibilmente entro il..." sappi che la data di
durabilità indicata esprime un consiglio per un consumo ottimale e non
implica che una volta superato quel termine il prodotto sia scaduto.
Importantissimo: le date di scadenza e di durabilità sono valide finchè la
confezione è integra e il prodotto è stato conservato come indicato in
etichetta.
Per tutti gli alimenti
freschi o sfusi che non riportano alcuna data di scadenza, informati
sulla durata e le modalità di conservazione.
4) Sappi che sull’etichetta la lettera "E" seguita
da un numero indica che nel prodotto è presente un additivo autorizzato
dall’Unione Europea
Gli additivi sono divisi in varie categorie e hanno diverse funzioni. Per
esempio: i conservanti servono per impedire lo sviluppo di sostanze che
alterano il prodotto e che possono nuocere alla salute; gli antiossidanti
hanno soprattutto la funzione di evitare che il colore del prodotto subisca
variazioni; gli emulsionanti servono per legare bene i grassi e l’acqua;
gli addensanti e i gelificanti rendono il prodotto spalmabile e pastoso;
gli stabilizzanti trattengono l’umidità del prodotto e lo amalgamano
meglio; gli antiagglomeranti impediscono che nel prodotto si formino grumi;
gli acidificanti danno il gusto acidulo; gli esaltatori di sapidità
rinforzano il sapore; i sali di fusione facilitano la fusione di diversi
formaggi e infine i coloranti servono, ovviamente, per colorare.
Sull’etichetta, talvolta, si può trovare il nome degli additivi, altre
volte la corrispondente sigla europea "E" seguita da un numero,
ad esempio E471. L’elenco
degli additivi e dei coloranti con l’indicazione delle relative sigle
può essere richiesto alle Associazioni dei consumatori.
Gli additivi indicati in etichetta sono tutti autorizzati dall’Unione
Europea e sono utilizzati dai produttori solo se necessario e secondo le
dosi prescritte.
5) Segui sempre le istruzioni per l’uso indicate sulle
confezioni, comprese le modalità di conservazione, dal momento dell’acquisto
fino al consumo
Facendo la spesa la responsabilità della sicurezza dei cibi acquistati
passa nelle mani dell’acquirente. I cibi freschi, sfusi o confezionati,
sono naturalmente i più delicati: carne, pesce, latticini, cibi pronti,
conservati dal negoziante in banchi refrigerati, devono essere trasportati
al più presto nel frigorifero di casa. Quando è importante, in etichetta è
indicata la temperatura alla quale il prodotto deve essere conservato: per
lo più intorno ai 4°C
che è la temperatura del frigorifero domestico. I cibi in scatola, che non
devono essere tenuti in frigorifero, devono comunque essere conservati in
modo da non subire eccessi di caldo o di freddo: la segnalazione conservare
in "luogo fresco e asciutto" non è un semplice consiglio, ma una
condizione necessaria.
Molta attenzione deve essere prestata allo stato delle confezioni: quelle
gonfie, ammaccate, bagnate o addirittura rotte devono essere rifiutate,
così come devono essere buttate quelle dalle quali, all’atto dell’apertura,
escano del gas o delle bollicine o il contenuto presenti muffe o sapore,
odore, consistenza non convincenti: sensi e buon senso sono sentinelle che
devono essere ascoltate. Le confezioni deteriorate possono essere
restituite al negoziante che deve sostituirle con altre integre.
6) Mantieni sempre i prodotti refrigerati e quelli surgelati
alla temperatura indicata sull’etichetta e riponili, subito dopo
l’acquisto, nel frigorifero o nel congelatore
Il reparto congelatore del frigorifero domestico deve essere mantenuto
ordinato, senza brina (indizio di sbalzi di temperatura), non
eccessivamente sovraccaricato, alla temperatura di –18°C. Le confezioni di surgelati
non devono essere bagnate, ricoperte di brina o schiacciate, devono essere
trasportate in un contenitore termico, essere riposte nel congelatore nel
minor tempo possibile dopo l’acquisto, consumate entro la data di scadenza,
che varia da cibo a cibo, in quanto non sono "eterne" come
qualcuno ritiene, e devono essere scongelate seguendo le indicazioni del
fabbricante, che compaiono pure sull’etichetta. Dopo la scongelazione i
surgelati non devono essere ricongelati.
7) Osserva con la massima cura l’igiene della tua cucina e i
metodi di cottura più idonei
Ovunque ci sia materia deperibile com’è il cibo, possono proliferare
batteri nocivi, specialmente quando difetta l’igiene. Ecco perché lavarsi
bene le mani prima di cucinare, prima di toccare alimenti da consumare
crudi o che non necessitano di ulteriore cottura, tenere sempre ben puliti
gli strumenti di cucina, i piani di lavoro e in particolare il frigorifero,
sono raccomandazioni che possono sembrare banali, ma che un esperto di
igiene alimentare non si stancherà mai di ripetere.
La corretta collocazione dei cibi, crudi e cotti, nei diversi scomparti del
frigorifero a seconda delle temperature di conservazione, e la loro idonea cottura,
in modo che raggiungano un’adeguata temperatura anche in profondità, devono
avere la massima attenzione.
Non improvvisarti preparatore di conserve o raccoglitore di funghi: sono
necessarie conoscenze specifiche.
8) Ricorda che ci sono particolari discipline di
etichettatura
-
I "prodotti da
agricoltura biologica" devono rispettare particolari modalità
di etichettatura, previste da norme europee e nazionali. Un
Regolamento comunitario ha stabilito che i prodotti dell’agricoltura biologica
devono essere confezionati e recare in etichetta la dizione
"Agricoltura biologica-Regime di controllo CEE", con
l’indicazione dell’organismo di controllo. Devono essere ottenuti
senza l’impiego di antiparassitari chimici di sintesi e non contengono
ingredienti geneticamente modificati.
-
Gli alimenti "geneticamente
modificati", piu´ comunemente detti "transgenici",
devono essere riconoscibili con un´appropriata dizione in etichetta o
nell’elenco degli ingredienti.
La legislazione riguardante i prodotti transgenici, tuttavia, è in
evoluzione.
9) Tieni presente che, secondo norme europee e nazionali,
controlli della produzione e della distribuzione sono regolarmente eseguiti
dalle aziende e dalle autorità per verificare la sicurezza degli alimenti e
per decidere il ritiro di quelli eventualmente difettosi
Fin dal 1993 è in vigore una
normativa europea che impone il rispetto di regole sanitarie generali
in tutte le fasi della produzione industriale fino alla vendita al
dettaglio dei prodotti alimentari, così come nelle mense e nei ristoranti,
e che, in primo luogo, è osservato attraverso l’autocontrollo delle
aziende. Se viene segnalato un prodotto che può nuocere alla salute del
consumatore, mediante codici
impressi sulle confezioni si può risalire al giorno e al lotto di produzione,
provvedere alle necessarie analisi e ritirare tutte le confezioni di quel
lotto presenti sul mercato. I prodotti provenienti dai paesi non
comunitari, quando passano la frontiera, sono sottoposti a controlli
obbligatori dell’autorità sanitaria.
La Commissione europea, inoltre, controlla che nei paesi membri
l’applicazione delle norme e l’attività di vigilanza siano continuativi ed
efficaci. In una parola, svolge il compito di controllare i controlli.
10) Rivolgiti alle Associazioni dei consumatori e alle
Aziende Sanitarie Locali (ASL) che, in materia di sicurezza alimentare, ti
possono fornire maggiori informazioni e assistenza
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